John V. Turner

John Turner (1905–1945), noto come J. V. Turner, crebbe a Withington, nei pressi di Manchester, e frequentò la Warwick School. Dopo una prima esperienza presso un giornale locale si trasferì a Londra, dove lavorò per la Press Association, il Daily Mail e il Financial Times, per poi diventare cronista giudiziario del Daily Herald.

Narratore precoce e assai prolifico, in soli quattordici anni pubblicò circa quarantacinque romanzi e due raccolte, firmandosi J. V. Turner, Nicholas Brady e, soprattutto, David Hume. Con quest’ultimo pseudonimo creò l’investigatore privato Mick Cardby, protagonista di ventotto avventure a partire da Bullets Bite Deep (1932), e Tony Carter, disinvolto cronista di nera apparso in tre romanzi. Sotto il nome di Nicholas Brady narrò invece le indagini dell’eccentrico reverendo Ebenezer Buckle, appassionato di orticoltura e investigatore dilettante.

Con la firma J. V. Turner pubblicò sette romanzi dedicati ad Amos Petrie, avvocato dell’ufficio della pubblica accusa con una predilezione per la birra e la pesca. Il personaggio esordì in Death Must Have Laughed (1932), seguito nello stesso anno da Who Spoke Last? e quindi da Amos Petrie’s Puzzle (1933, L’enigma della rosa – I bassotti n. 195), Murder—Nine and Out (1934), Death Joins the Party (1935), Homicide Haven (1935) e Below the Clock (1936).

Turner morì il 6 febbraio 1945 a Haywards Heath, nel Sussex, a soli trentanove anni. La causa della morte non è stata accertata, anche se una testimonianza familiare indica che potrebbe essere stata la tubercolosi.

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