Herbert Adams
(1874–1958), londinese, esordì nella narrativa nel 1899 con il romanzo A Virtue of Necessity, ma lo scarso successo dell’opera lo indusse ad abbandonare la scrittura per dedicarsi ad altro. Ormai prossimo ai cinquant’anni, decise di riprovarci cimentandosi, questa volta, con un mystery: The Secret of Bogey House (1924). L’esito fu ben più felice e da allora Adams si dedicò a tempo pieno alla narrativa gialla. Scrisse complessivamente una cinquantina di romanzi, dapprima incentrati sul personaggio di Jimmie Haswell, un avvocato londinese, e poi, a partire dal 1936, su Roger Bennion, eccellente golfista e investigatore dilettante, protagonista di 27 storie, tra cui The Chief Witness (1939, La stessa sera alla stessa ora). Nessuno dei due compare invece in Una parola di otto lettere (A Word of Six Letters, Murder Without Risk! nell’edizione americana). La prosa di Adams è stata particolarmente apprezzata dalla critica per la sua freschezza e leggerezza. Molte delle sue opere sono ambientate nel mondo del golf; fra queste, la più importante è John Brand’s Will (1933, The Golf House Murder nell’edizione americana), curiosamente priva di Roger Bennion come protagonista. Negli anni Trenta, il suo periodo più fecondo, Adams scrisse anche due romanzi d’amore, Queen’s Mate (1931) e Lady So Innocent (1932), nonché due mystery firmati con lo pseudonimo di Jonathan Gray.
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