Shelley Smith
Shelley Smith, pseudonimo di Nancy Hermione Courlander, poi Bodington (1912–1998), nacque il 12 luglio 1912 a Richmond, nel Surrey, oggi parte della Grande Londra. Trasferitasi con la famiglia in Francia, studiò dapprima a Cannes e successivamente al Lycée Femina di Parigi; dal 1929 al 1931 frequentò inoltre la Sorbona. Nel 1931 sposò Stephen Bodington.
Esordì nel poliziesco con Background for Murder (1942), prima indagine dell’investigatore privato Jacob Chaos. Tra il 1942 e il 1978 pubblicò quindici romanzi criminali, passando progressivamente dal mystery tradizionale alla suspense psicologica e all’analisi della personalità del colpevole. Fra le opere più apprezzate di questa seconda fase figurano An Afternoon to Kill (1953, Un pomeriggio da ammazzare, I bassotti n. 160), The Party at No. 5 (1954, La cantina n. 5), The Lord Have Mercy (1956, In un villaggio inglese, I bassotti n. 88) e The Ballad of the Running Man (1961, La ballata dell’uomo in fuga).
Nel 1980 An Afternoon to Kill fu scelto per la serie celebrativa Jubilee Reprints del Collins Crime Club, mentre Julian Symons incluse The Lord Have Mercy nella selezione delle cento migliori storie criminali da lui compilata per il Sunday Times. The Ballad of the Running Man vinse nel 1963 il Grand Prix de littérature policière e nello stesso anno fu portato sullo schermo da Carol Reed con il titolo The Running Man, interpretato da Laurence Harvey, Lee Remick e Alan Bates.
Autrice anche di narrativa non poliziesca, racconti e sceneggiature, concluse la propria produzione gialla nel 1978 con A Game of Consequences. Morì a Steyning, nel Sussex, il 15 aprile 1998, all’età di ottantacinque anni.
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