Mignon Good Eberhart
Mignon G. Eberhart (1899–1996) nacque a Lincoln, nel Nebraska. Dopo aver frequentato la Nebraska Wesleyan University, nel 1923 sposò l’ingegnere civile Alanson C. Eberhart e cominciò a scrivere durante le lunghe trasferte di lavoro del marito. Accostata spesso a Mary Roberts Rinehart per l’impronta dei primi romanzi e soprannominata «l’Agatha Christie americana», fu tra le antesignane del moderno medical thriller. Esordì con The Patient in Room 18 (1929, La stanza n. 18), nel quale introdusse l’infermiera Sarah Keate e il giovane investigatore Lance O’Leary. Il successivo While the Patient Slept (1930, L’elefante di giada) vinse nel 1931 i cinquemila dollari dello Scotland Yard Prize. Keate e O’Leary furono protagonisti dei primi cinque romanzi dell’autrice; l’infermiera tornò poi, senza il consueto compagno d’indagini, in Wolf in Man’s Clothing (1942) e Man Missing (1954). Nel resto della sua vastissima produzione Eberhart preferì invece personaggi e ambientazioni sempre nuovi, adattando nel corso degli anni la propria formula narrativa all’evoluzione del genere e combinando il mystery classico con il romanzo di suspense e sentimentale. In quasi sessant’anni di attività pubblicò cinquantanove romanzi, numerosi racconti e alcuni lavori teatrali. L’ultimo libro, Three Days for Emeralds, apparve nel 1988, poco prima del suo ottantanovesimo compleanno. Nel 1971 i Mystery Writers of America la nominarono Grand Master e nel 1977 fu eletta presidente dell’associazione.
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