S. S. Van Dine

S. S. Van Dine (1888–1939), pseudonimo di Willard Huntington Wright, nacque a Charlottesville, in Virginia, in una famiglia benestante. Dopo aver studiato in California e frequentato l’Università di Harvard, nel 1907 iniziò a collaborare con il Los Angeles Times come critico letterario e d’arte. Uomo di vasta erudizione, con interessi che spaziavano in numerosi campi del sapere umanistico, all’epoca considerava il poliziesco un genere marginale, tanto da non occuparsene mai nelle proprie recensioni. Autore di un saggio su Nietzsche e di diversi volumi di critica d’arte, nel 1916 pubblicò The Man of Promise, romanzo sperimentale apprezzato dalla critica ma ignorato dal pubblico. Il suo carattere difficile, che rendeva problematici i rapporti professionali, e il progressivo peggioramento delle condizioni di salute contribuirono a condurlo, nei primi anni Venti, a una situazione di grave difficoltà economica. Durante una lunga convalescenza scoprì la narrativa poliziesca e, un po’ per sfida e un po’ per necessità, decise di cimentarsi nel genere. Elaborò i progetti di tre romanzi e li sottopose all’editore Scribner’s, che li accolse con entusiasmo. Il primo, The Benson Murder Case (La strana morte del signor Benson), uscì nel 1926 ottenendo un enorme successo. In pochi anni Van Dine divenne il più acclamato autore americano di gialli e il suo personaggio, l’azzimato Philo Vance, uno dei più celebri investigatori dilettanti della letteratura poliziesca. Morì nel 1939, a cinquant’anni, per una malattia cardiaca.